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Manovra – assunzioni giovani under 35, sconto sui contributi del 50%

La manovra varata dal Consiglio dei ministri lunedì prevede sgravi al 50% per le assunzioni di giovani in tre anni, solo per il 2018 destinate agli under 35 mentre per gli anni successivi il limite di età scende a 29 anni. Non ci sono tagli ai superticket come richiesto da Mdp, mentre arrivano il rafforzamento del reddito di inclusione, il rafforzamento dell’Ape social e misure per i contratti a termine: continua l’attenzione per le fasce più deboli coperte dal sistema previdenziale.
Ecco in sintesi i contenuti
IVA, NIENTE AUMENTI
840 milioni di aumenti Iva sono già coperti con il dl fiscale (che cancella anche la quasi totalità dei rincari delle accise del 2019), poco meno dei 15 miliardi restanti sono invece garantiti dallo spazio in deficit e delle altre coperture della manovra.
SGRAVI PER I GIOVANI
Per le assunzioni stabili arriva lo sconto del 50% dei contributi per tre anni. Solo nel 2018 la soglia dell’età è fissata entro i 35 anni. Lo sgravio è portato al 100% per i giovani assunti al Sud. Vale anche per gli assunti a novembre e dicembre di quest’anno.
ECOBONUS, SISMABONUS


I due incentivi hanno funzionato e il governo ha deciso di riproporli, in versione ritoccata, anche per le case popolari.
BONUS GIARDINI
Vengono introdotte detrazioni del 36% per la cura del verde privato: terrazzi e giardini, anche condominiali. L’agevolazione riguarda aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari private di qualsiasi genere anche mediante impianti di irrigazione nonché a lavori di recupero del verde di giardini di interesse storico.
PACCHETTO IMPRESE
Sono confermati super-ammortamenti, anche se leggermente più bassi, al 130%, estesi anche a parchi veicoli pubblici e privati, e l’iperammortamento al 250%. In arrivo anche il nuovo credito d’imposta al 50% per la formazione 4.0.
ASSUNTI 1.500 RICERCATORI
Le assunzioni in Università ed enti di ricerca sono “nuova linfa”, ha spiegato Pier Carlo Padoan. Viene avviata l’armonizzazione delle retribuzioni dei dirigenti scolastici agli altri manager della pubblica amministrazione. Confermato anche l’impegno sugli scatti di anzianità dei docenti universitari.
PIÙ SOLDI PER PRESIDI E PROF
L’aumento da 85 euro in busta paga per i dipendenti pubblici vale circa 1,7 miliardi. A crescere saranno anche gli stipendi dei presidi, che verranno gradualmente equiparati ai dirigenti pubblici, e quelli dei professori universitari con la garanzia degli scatti di anzianità
PENSIONI
Per favorire le donne, arriva uno ‘sconto’ sull’Ape social di 6 mesi per figlio, per un massimo di 2 anni. Incentivi all’anticipo arrivano anche per i contratti a termine.
SPORT E IMMIGATI
Arriva norma per tesserare giovani immigrati senza permesso ma con almeno 4 mesi di scuola. Salva la scuola di basket di Castelvolturno Tam Tam. Norme anche per la maternità delle atlete. C’è uno sport Bonus per chi investe nella ristrutturazione di impianti.
BONUS 18ENNI
Il bonus cultura da 500 euro viene rinnovato, con un costo di 290 milioni. In forse le detrazioni per gli abbonamenti ai mezzi pubblici.

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Bollette ogni 28 giorni: tante le proteste e Adiconsum scrive al governo

Per dare voce alle numerose segnalazioni in merito alla fatturazione a 28 giorni delle bollette telefoniche, pervenute sia sulla pagina Facebook che tramite il call center dell’associazione, Adiconsum ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Camera e Senato, al Ministro dello Sviluppo Economico e al presidente dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, per richiedere un intervento legislativo a modifica dell’art. 70 del Codice delle comunicazioni elettroniche.
Questo articolo, infatti, permette alle aziende di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali di un contratto di telefonia in essere, avvisando i consumatori del cambio con un semplice sms, e concedendo loro di recedere dal contratto senza costi, se la disdetta viene fatta entro 30 giorni.
“È successo così che molti contratti con durata “per sempre” o “illimitata”, siano diventati “limitati” nel tempo e nella quantità – sottolinea Mina Busi, presidente bergamasca di Adiconsum -. Inoltre, poiché ormai tutte le aziende telefoniche applicano la tariffazione a 28 giorni, la disdetta dal contratto, e quindi il cambio dell’operatore, non apporta alcuna tutela al consumatore.
A Governo e Parlamento chiediamo di modificare l’art. 70, vietando alle aziende di modificare unilateralmente gli articoli contrattuali e le tariffe per tutta la durata del contratto e di introdurre, nel Codice del Consumo, l’obbligo del rispetto del calendario legale per la fatturazione delle aziende. L’approvazione di quest’ultimo punto è importante, perché la pratica della fatturazione a 28 giorni, rischia, purtroppo, di contagiare il mercato dei servizi in abbonamento. Sky docet!”
In questi giorni è stata presentata una proposta di legge (Morani) che introduce l’obbligo di fatturazione su base mensile, rafforza i poteri di vigilanza delle Authority competenti, prevede un aumento delle sanzioni e limita la possibilità delle aziende di telefonia di modificare in modo unilaterale le condizioni contrattuali, salvo giustificato motivo obiettivo.
“Ogni giorno le società si inventano disposizioni nuove tutte a loro beneficio, mai una volta che prendano dei provvedimenti a favore dei clienti. Confidiamo che il parlamento prende in tempi ristretti la decisione che metta fine a questa diatriba – conclude Busi – che si trascina dalla primavera scorsa e che ha prodotto per i consumatori un aumento dell’8,6% sui costi della telefonia, quando l’indice Istat dei prezzi al consumo in Italia è aumentato soltanto dell’1,1% su base annua”.

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Albino – tentato furto in casa, tunisino in manette

Un tunisino è stato denunciato dalle forze dell’ordine per tentato furto ai danni di un’abitazione in via Pradalunga ad Albino. verso le 16.30 di lunedì l’uomo si era introdotto nel giardino della casa ma è stato sorpreso dai proprietari e dopo aver scavalcato la recinzione ha cercato di allontanarsi lungo la pista ciclopedonale in direzione Pradalunga. percorsi alcune centinaia di metri è stato raggiunto dalle persone che si erano messe al suo inseguimento e trattenuto fino all’arrivo dei carabinieri. privo di documenti è stato riconosciuto perchè già noto alle forze dell’ordine, da poco era uscito dal carcere; è stato portato in caserma e denunciato.

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Operazione delle fiamme gialle – riciclaggio e fatture false

Riciclaggio di denaro di provenienze illecita attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Con queste accuse sono finiti agli arresti domiciliari i tre componenti dell’associazione a delinquere smantellata dagli uomini della Guardia di Finanza di Bergamo. Si tratta di S.C. 63 anni, residente Albano Sant’Alessandro, con precedenti, E.B. 55 anni, di Alzano Lombardo ma domiciliata a Capriolo (Bs), e F.G. 61 anni, originario di Sorrento ma residente a Velletri, pure con precedenti. Tutti e tre sono difesi dall’avvocato Francesco Tabanelli, di Ravenna. L’inchiesta dei sostituti procuratori Gianluigi Dettori e Giancarlo Mancusi ha accertato tra il 2014 e il 2016 un “buco” di oltre 104 milioni di euro. In totale gli indagati, a vario titolo, sono una trentina. E tra di essi, persone che avevano i ruoli di faccendiere o prestanome. Erano all’oscuro di cosa in realtà tramassero i tre. Il sistema di frode, come è emerso dalle indagini, vede all’origine la creazione di diverse società intestate a prestanome reclutati soprattutto in ambienti disagiati, tra nullatenenti, addirittura tra malati terminali, pregiudicati e tossicodipendenti. A loro veniva corrisposto un piccolo compenso settimanale (intorno ai 30-50 euro) per indurli a collaborare.

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Varese – resti umani nel bosco,forse del pensionato 73enne di Colere

Sarà ancora una volta la scienza a risolvere il “giallo del forte di Orino”. il pm Giulia Floris ha dato l’incarico per effettuare una comparazione fra il Dna isolato sui resti umani trovati nei boschi di Castello Cabiaglio e il codice genetico di un escursionista bergamasco 73enne (di Colere, nella zona della Presolana) scomparso nell’aprile di quest’anno, mentre era ospite di alcuni familiari residenti a Brenta,si tratterebbe ma il condizionale è d’obbligo di Giovanni Belingheri . L’uomo era uscito per una passeggiata e non era più rientrato, spingendo i parenti a dare l’allarme. dopo l’esame autoptico in corso in queste ore sulla salma “senza identità”, per cercare di ricostruire dinamica e cause della morte. Secondo i carabinieri del nucleo investigativo di Varese e i colleghi della compagnia di Luino, intervenuti sul luogo del ritrovamento con i vigili del fuoco del nucleo speleo alpino fluviale, l’uomo potrebbe essere morto dopo una caduta, oppure per un malore. Sul corpo, in avanzato stato di decomposizione, non sarebbero stati trovati segni di violenza o altre tracce che potessero far pensare a un’azione di terzi. Ad accorgersi del cadavere un cercatore di funghi che, durante una battuta a caccia di porcini e ovuli, ha notato quello che sembrava un grosso fagotto. Poi si è avvicinato e ha fatto la macabra scoperta. L’uomo senza nome era vestito con abiti da trekking, non aveva documenti addosso e portava un crocifisso in oro, dettaglio che potrebbe essere utile al suo riconoscimento.

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Bossico – piantagione di marjuana in cascina, due fratelli arrestati

Quando l’erba era pronta per essere consumata e venduta, sono arrivati i carabinieri. Nella mattinata di lunedì 16 ottobre i militari della stazione di Sovere hanno arrestato due fratelli rispettivamente di 31 e 33 anni. C.F. e P.F. avevano allestito in una cascina di loro proprietà a Bossico, una piantagione indoor di marijuana. L’impianto di ultima generazione, con lampade e diffusori di aria in grado di poter coltivare tutto l’anno. La loro attività è stata interrotta sul più bello dai carabinieri, coordinati dal comando di Clusone, allertati dalle segnalazioni di alcuni residenti, insospettiti da quello strano via vai verso il cascinale nella zona alta del paese della val Cavallina. lunedì mattina i militari hanno atteso i deu fuori dal casolare e quando sono arrivati per controllare la serra si sono fatti aprire. In una stanza erano appese a testa in giù, in fase di essicazione, una ventina di piante. Avrebbero prodotto indicativamente due chilogrammi di droga, che sarebbe poi stata destinata al mercato locale. I due “agricoltori” di erba con precedenti per spaccio e conviventi, sono stati arrestati. Si trovano ora agli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima in programma martedì mattina al tribunale di Bergamo. L’intero materiale ritrovato è stato posto sotto sequestro.

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Blocco auto – le misure in Lombardia

Prosegue l’alta pressione (almeno fino a giovedì) e una delle conseguenze più gravi c’è il peggioramento della qualità dell’aria. Soprattutto nelle grandi città del Nord, in questi giorni continuano ad accumularsi sostanze inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera. I livelli polveri sottili (PM10) sono sempre più alti e in molte località, per parecchi giorni successivi, i valori sono risultati superiori alla soglia limite per la salute umana, fissata a 50 µg/m³.
«Da martedì, in base a quanto stabilito dall’Accordo del Bacino Padano, entreranno in vigore le misure antismog di 1° livello nei Comuni delle Province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Monza e Brianza e della Città metropolitana di Milano». Lo comunica, in una nota, l’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia. Oltre a Bergamo, nel dettaglio ecco l’elenco dei Comuni superiori ai 30.000 abitanti e degli altri Comuni che progressivamente stanno aderendo a titolo volontario oggetto delle limitazioni. Sono la città metropolitana di Milano: Comune di Milano, Paderno Dugnano, Rozzano, Cernusco sul Naviglio, Pioltello, Cologno Monzese, Bollate, Cinisello Balsamo, Corsico, Legnano, San Donato Milanese, Rho, Segrate, Sesto San Giovanni, San Giuliano Milanese e Abbiategrasso; la provincia di Monza: Comune di Monza, Brugherio, Cesano Maderno, Desio, Limbiate, Lissone, Seregno; la provincia di Brescia con il Comune di Brescia, San Zeno Naviglio;Cremona, Mantova e Lodi. «Milano sarà l’unica città italiana a vietare in modo permanente l’accesso in centro a tutti veicoli diesel Euro 0, 1, 2, 3 ed Euro 4 senza fap».

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Piano paesaggistico, la Provincia alla Regione: “Non si perda l’occasione per tutelare maggiormente la Val Vertova”


La proposta di Piano approvata con Dgr del 31 luglio 2017 n. 6995 e messa a disposizione sul SIVAS regionale dal 17 agosto è stata oggetto di osservazioni da parte dell’ente provinciale. “Dall’esame della documentazione depositata – dichiara il presidente Matteo Rossi – pare che la valle del torrente Vertova non sia stata presa in considerazione per un eventuale inserimento tra le aree di notevole interesse pubblico né all’interno di quelle con maggior interesse paesaggistico. Riteniamo che si debba fare molto di più”.

Come si può leggere nell’allegato infatti, oltre a essere individuato cartograficamente come assoggettato alla disciplina del D.Lgs 42/2004, art.142 lett.c, a parere della Provincia la Val Vertova dovrebbe essere inserita anche in altre specifiche categorie meritevoli di tutela. Nell’osservazione firmata dai dirigenti si sottolinea come la valle sia caratterizzata da un susseguirsi di cascate e forre, dalla presenza di boschi e di fitta vegetazione ripariale dall’evidente valore naturalistico, oltre che dalla presenza di una mulattiera che fiancheggia quasi l’intero percorso del torrente, favorendo la fruizione e la conoscenza dell’area. Si fa inoltre riferimento, per esempio, alla definizione di Geositi lett.a) (art.26 Norme proposta PPR) o alle Cascate (art.28), per le quali la proposta di PPR fissa direttive e prescrizioni che gli enti locali dovrebbero recepire nella loro pianificazione, ma “a partire da quanto riportato dai Repertori del PPR”.
“Nonostante la mobilitazione di questi mesi – aggiunge Rossi – la Val Vertova non è elencata in alcuna delle categorie declinate nei repertori, che riportano, alle varie voci in cui si potrebbe ragionevolmente inserire l’area in questione, solo quanto già presente allo stato attuale della Pianificazione ai diversi livelli. Il nostro invito è quello di alzare l’asticella della tutela, e di non perdere l’occasione del piano per riconoscere il valore paesaggistico e naturalistico della Val Vertova, attribuendole opportune forme di tutela che dovranno poi essere trasferite nei Piani sotto ordinati con il livello di dettaglio adeguato”.

Il Presidente della Provincia ha comunicato le osservazioni ai consiglieri regionali e al presidente del parco delle Orobie chiedendo quali siano stati gli eventuali atti e iniziative di ciascuno, e invitando tutti a un miglior coordinamento.

video della valle Vertova realizzato da Guidofly

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