Operazione delle fiamme gialle – riciclaggio e fatture false

Riciclaggio di denaro di provenienze illecita attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Con queste accuse sono finiti agli arresti domiciliari i tre componenti dell’associazione a delinquere smantellata dagli uomini della Guardia di Finanza di Bergamo. Si tratta di S.C. 63 anni, residente Albano Sant’Alessandro, con precedenti, E.B. 55 anni, di Alzano Lombardo ma domiciliata a Capriolo (Bs), e F.G. 61 anni, originario di Sorrento ma residente a Velletri, pure con precedenti. Tutti e tre sono difesi dall’avvocato Francesco Tabanelli, di Ravenna. L’inchiesta dei sostituti procuratori Gianluigi Dettori e Giancarlo Mancusi ha accertato tra il 2014 e il 2016 un “buco” di oltre 104 milioni di euro. In totale gli indagati, a vario titolo, sono una trentina. E tra di essi, persone che avevano i ruoli di faccendiere o prestanome. Erano all’oscuro di cosa in realtà tramassero i tre. Il sistema di frode, come è emerso dalle indagini, vede all’origine la creazione di diverse società intestate a prestanome reclutati soprattutto in ambienti disagiati, tra nullatenenti, addirittura tra malati terminali, pregiudicati e tossicodipendenti. A loro veniva corrisposto un piccolo compenso settimanale (intorno ai 30-50 euro) per indurli a collaborare.

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